ma poi perché

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Esistono le giornate storte, quelle in cui tutto potrebbe proseguire sereno e magari anche felice e invece una tessera per volta inizia a oscillare, ad appoggiarsi pericolosamente a quella dopo e poi a quella dopo ancora e poi è un unico crollo, un movimento armonico nel suo precipitare. Ci sono quelle giornate in cui raccogli il contrario di quello che hai seminato: non rispetto degli orari e dei patti, distrazione e incuria nel fare i compiti, dimenticanze continue, un po’ di superficialità e sfuggevolezza nei rapporti. E ti chiedi: e che cazzo, ma poi perché?

Ma poi perché devo sentirmi sempre responsabile degli insuccessi e quasi mai dei successi dei figli? Se loro sbagliano un compito quanto meno non li ho seguiti abbastanza nello studio, se prendono un voto bello sono brillanti.

Ma poi perché se li metto in castigo e li mando a dormire quando normalmente non abbiamo ancora iniziato a cenare, loro dormono tutta la notte tranquilli e io, dopo una serata di nervosismo in solitaria, mi sveglio alle 6 del mattino?

Ma poi perché litigo prima di uscire di casa e mentre io cerco di cancellare il cattivo umore per dedicarmi a un lavoro che dovrebbe mettermi di buon umore, l’altra parte del litigio vive sereno e pacifico come se nulla fosse successo?

Ma poi perché c’è chi a domande collettive pensa di dover rispondere in prima persona e altri invece sembrano ricoperti di grasso di foca e si fanno scivolare addosso le cose, si mimetizzano nell’ambiente, si nascondono che neanche da piccoli giocando a nascondino, dimostrando una capacità di evitare gli incarichi degna di una medaglia olimpica?

Oggi è un altro giorno, parto di cattivo umore, così almeno sono già pronta.

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