non so se son pazzo o sono un genio

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– Mamma, Fabio, Ernesto e io abbiamo deciso che entriamo sempre insieme a scuola, va bene? –

– Certo Diego –

Settembre è finito ieri e possiamo archiviare la pratica “nuovi inizi”. C’è chi ha ritrovato i propri compagni e professori e ha ripreso rapporti sereni o burrascosi già in corso, facendo subito capire che il primo giorno di prima media è profondamente diverso dal primo giorno di seconda media, perché adesso ciò che conta è l’aspetto sociale più che quello culturale (“siamo entrati tutti insieme, facendo la camminata, perché sai ormai siamo di seconda” “e come sarebbe la camminata?” “così” e muove qualche passo dondolando le spalle e piegando le ginocchia, mani in tasca e sguardo ammiccante al mondo, che poi nel loro caso si riduceva agli avventori improbabili del bar dei cinesi di zona). C’è chi ha ricominciato a marcia innestata la scuola e ogni mattina chiacchiera con la nonna maestra spiegandole cosa faranno di storia e chiedendo se alle medie potrà farsi gli schemi, come ha imparato a fare lo scorso anno, per studiare.

E poi c’è lui, Diego, per cui il mese di settembre è stato davvero l’inizio di un mondo nuovo: la prima elementare, la cartella, i compiti da fare, i voti sul diario, il pranzo in mensa col vassoio da gestire, le attività extra scolastiche, gli sport nuovi e quelli da ricominciare. E dopo qualche dubbio dei primi giorni (“mamma, ma come faccio a riconoscerti quando esco da scuola?” “mi guardi, Diego, ho sempre la stessa faccia” “si, ma è pieno di mamme, e se non ti vedo?” “non preoccuparti, mi metto in punta di piedi e mi vedrai”; “mamma ma come faccio a riconoscere il libro di italiano quando la maestra dirà di prenderlo?” “te lo faranno vedere e tu saprai qual è”), dopo due lacrime alla fine della prima settimana, tutto è filato liscio. È diventato il migliore amico dell’istruttore di basket, si cambia in autonomia dopo l’attività e si rimette la cartella sulle spalle pronto per uscire. Ripete la filastrocca delle vocali con un’interpretazione piuttosto istrionica e personale, l’unico difetto è che ha bisogno di uno spazio ampio per la sua performance. Mangia tutto in mensa, o quasi (le zucchine continuano a non piacergli), compreso il torsolo della mela. Ha capito in quale punto del cortile mi metto ad aspettarlo e mi vede sempre, si fa spazio tra i genitori in attesa e abbandona la cartella ai miei piedi per continuare a giocare coi suoi amici. Fa i compiti lamentandosi un po’, colorando male perché non ne ha voglia, ma al pranzo di sabato sono già una pratica archiviata e possiamo iniziare il weekend di riposo e socialità. Ascolta musica inadatta per bambini della sua età e canta “non so se son pazzo o sono un genio” e io in effetti non ho ancora una risposta certa.

Insomma, settembre è archiviato e gli inserimenti pure. Siamo pronti ad affrontare i prossimi mesi, le novità non ci spaventano!

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passaggi

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C’è chi ha visto i grandi andare via e sa che adesso tra i grandi ci sarà lei. E non ha neanche una settimana per abituarsi all’idea.

C’è chi è tornato portando lo zaino sulle spalle per una camminata di mezz’ora. Quando chiedo se si è emozionata mi risponde – Sono passata per prima -, ma lo sapevo già che sarebbe andata così.

C’è chi ha condotto con i più grandi il grande urlo – Mamma, ti senti veramente potente quando fai il grande urlo -, e pensa già a quante specialità vuole conquistare quest’anno.

C’è chi ha incontrato la cera di una candela coi propri capelli e non so ancora come l’abbia tolta (io ho offerto le mie doti da parrucchiera, ma non ha gradito).

C’è chi è tornata scontenta e arrabbiata. Proprio per questo l’anno che arriva sarà ancora più importante: per trasformare le condizioni che sembrano avverse in una sfida da vincere.

C’è chi si prepara all’ingresso la prossima settimana e già si immagina come avverrà, entusiasta e sereno come chi inizia una strada già tracciata.

C’è chi da questa notte avrà qualcuno che dorme nella stanza a fianco. E potrà scoprire che non è un’intrusione nella sua vita, ma una risorsa in più per tornare a vivere.

Oggi inizia il nuovo mese e sono iniziate tante cose nuove per la nostra famiglia. Per i più piccoli e per i più vecchi. Sono stati passaggi importanti, voluti o sofferti, cercati o rimandati il più possibile. È un nuovo inizio, un autunno che prepara una primavera ricca di vita.