come si porta un maglione sformato 

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Se penso a te oggi che compi 9 anni, devo ammettere di non averti mai vista piccola. Sei sempre stata dell’età che avevi, ben accomodata nel tuo oggi, capace di cogliere ciò che stai vivendo senza farti distrarre da rimpianti passati o sogni futuri.
Se penso a te tra 10 anni, ti immagino come sei ora. Solare e tenace, autonoma e spontanea, dritta per la tua strada con la testa alta e il passo deciso.

C’è una canzone che dice “e sorridevi e sapevi sorridere coi tuoi vent’anni portati così, come si porta un maglione sformato su un paio di jeans”. Tu sei così, una che sa sorridere e decide quando farlo.

Ti auguro jeans e maglioni sformati da metterti addosso, bella ragazza mia.

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ritorno a casa: cosa c’è e cosa manca

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Rientriamo a casa dopo oltre un mese di assenza e ognuno corre verso ciò di cui più ha sentito la mancanza: primi fra tutti i pupazzi della nanna (Orsone, Pii e Ih-oh), poi la Wii e i Topolino, la tv, il camion dei pompieri e la barca dei pirati, le piante in balcone.
E poi abbiamo aspettato il momento della verità: la scoperta della scomparsa di uno dei tre pesci. Eravamo già stati avvisati settimane fa dalla nonna che uno dei pesci era sparito, ma avevamo deciso di rimandare il dramma.
Oggi, dopo un’ora a casa. Jacopo gioca alla Wii, Lucia è in camera. Diego passa in cucina di fronte all’acquario.
– Dov’è il pesce di Lucia? –
– Sarà li con gli altri – decidiamo con Flavio di fingere di non sapere. Subito spuntano gli altri due e constatano che del pesce non c’è traccia.
– Mi sa che è morto. Cambiamo l’acqua, è sporchissima, così vediamo bene se non è sotto il pastiglione di cibo –
– Se lo saranno mangiati gli altri due -suggerisce Flavio
Pesco col retino i due presunti cannibali e svuotiamo la vasca. Del pesce di Lucia non è rimasta una lisca.
– Se lo sono mangiato, simpatici – dice Lucia fulminando con lo sguardo i due sopravvissuti ospitati nella caraffa graduata (si, quella che uso in cucina).
Però l’ipotesi del cannibalismo integrale mi sembra talmente incredibile che provo a spostare dal muro il carrello su cui è appoggiato l’acquario. Ed eccolo li il pesce, sul battiscopa col suo occhio fisso (non che da vivo avesse un’espressione più vigile). I bambini guardano il pesce, Lucia impassibile, mentre Flavio lo raccoglie con la paletta e lo butta nel water. Poi piange, ma dura due minuti.
Mente ci prepariamo per la doccia
– Mamma, come ha fatto a uscire dalla vasca il mio pesce? –
– Non so, Luci, avrà saltato. È un pesce ginnasta come te –
– Mah… –
Tra tutti i pesci che potevano capitarci, proprio quello ginnasta dovevamo scegliere? Meno male che, tra tutte le figlie che potevano capitarci, a noi è toccata quella tutta d’un pezzo.