voi avete dei problemi

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È evidente, non si può più fingere che non sia così. Posso cercare di non accorgermi di tante cose, posso cercare di “stareserenaserenella”, posso distrarmi a oltranza. Ma voi siete più bravi a farvi beccare. Anzi, non vi fate neanche beccare, siete talmente inconsapevoli della questione che tutto ciò vi sembra normale.

Ma voi, cari colleghi genitori, cari altri adulti che come me avete messo al mondo dei figli e vi siete assunti la responsabilità di farli crescere, avete dei problemi seri. Delle malattie inguaribili.

Perché altrimenti non mi spiego perché date a scuola a bambini di prima o seconda elementare un cellulare e dite anche candidamente alle maestre, che vi fanno notare che non è proprio opportuno, “perché siamo più tranquilli se possiamo chiamarlo”. Quindi il problema ce l’avete voi e vostro figlio a 6 anni deve avere un cellulare in classe? È evidente, avete una malattia, si può chiamare in molti modi: deficienza, insicurezza, incapacità di stare al proprio posto, infantilismo emotivo.

Così come deve essere sintomo di una malattia grave, probabilmente inguaribile, organizzare per ragazzi di prima superiore la raccolta di moduli che i rappresentanti dei ragazzi stessi devono portare in segreteria entro una certa data. Hanno problemi a leggere i vostri figli in prima liceo e non vedono la scadenza sul modulo? gli fate la cartella al mattino e gli preparate i vestiti? il latte lo prendono nella tazza o nel bicchiere col beccuccio? hanno il cellulare perché così a metà mattina potete ricordargli di andare a fare la pipì che oggi non hanno portato il cambio?

E per finire, sempre voi, genitori di liceali, spiegatemi quale disturbo vi porta a dover chiedere, nella chat di classe ad altri genitori, chi domani dei ragazzi andrà a scuola e chi farà sciopero? avete paura che vadano a scuola da soli o che scendano in piazza?

Io non lo so che problemi avete e sinceramente non mi interessa neanche tanto conoscerli, men che meno capirli. Se avete avuto un’infanzia insoddisfacente, un’adolescenza rovinata dai capelli cotonati degli anni 80, una giovinezza passata a sognare che il camper di Stranamore si fermasse sotto casa vostra (*), ho solo una cosa da dirvi: cazzi vostri. Smettetela di rovinare la vita di quei poveretti che si sono ritrovati a essere vostri figli. Hanno già il marchio genetico che li segnerà per sempre. E soprattutto, non pretendete che le vostre turbe diventino normali per altri: tenetele nascoste per sempre nel segreto dei vostri cuori e portatele nella tomba.

(*) io una compagna che in quinta liceo sognava che il camper di stranamore si fermasse sotto casa sua l’ho avuta davvero e a vederla oggi, alle feste di via a ballare il latino americano e ascoltare il neomelodico con camicia sbottonata e crocifisso d’oro che emerge dal pelo brizzolato del petto, capisco che certe “ambizioni” lasciano il segno per sempre

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di licantropia senza luna piena

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– Ma è vero che esiste una malattia che ti trasforma in un lupo? –
– No Diego, non esiste una malattia così –
– Però io e il mio amico S. ci crediamo –

Il giorno dopo, finita la cena, guardiamo la tv e vediamo per l’ennesima volta la puntata di Halloween di un telefilm che piace ai ragazzi. E ovviamente i protagonisti si trasformano in mostri, e uno ovviamente è un licantropo. Diego osserva un po’ dubbioso.

– Quello che vedi non è vero, Diego, non esiste la malattia per cui ti trasformi in lupo –
– Io lo so e l’ho anche detto a S. oggi a scuola –
– E lui? –
– Lui mi ha detto che ci crede lo stesso –

Ieri vado a farmi la ceretta. Conto di fare mille cose in pausa pranzo, oltre a quello. E invece per un’ora sto lì sul lettino a farmi torturare. Saltando il pranzo, dimenticando di passare da casa a tirare fuori le verdure dal congelatore, non riuscendo a bagnare le piantine che stasera dovrò confezionare.

– Hai la pelle molto secca oggi, non so perché. Hai visto quanto tempo ci abbiamo messo? –

Ecco, adesso che so che la colpa è della pelle secca mi sento più serena. Comunque in fondo in fondo credo anche io che esista la malattia che trasforma le donne in lupo, e senza bisogno di luna piena. Dovrò spiegarlo a Diego, o forse a Lucia.