promettimi

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Leggo di adolescenti fermati dalla polizia mentre si fanno selfie sdraiati sui binari del treno, di una ragazza di 17 anni morta di overdose e considerata dai carabinieri una tossicodipendente abituale, di 19enni che muoiono cadendo da una finestra in gita scolastica o che assistono alla caduta del loro compagno dalla finestra e non dicono nulla. Leggo queste cose e rabbrividisco. Rabbrividisco pensando ai ragazzi degli scout che incontro alle uscite e a mia nipote di 13 anni. E vorrei strapparle una promessa.

Promettimi, mio primo amore, che ti vorrai sempre abbastanza bene da proteggerti anche da te stessa, dalla tua età che fa pensare che tutto si risolva sempre senza conseguenze.

Promettimi che avrai abbastanza autostima da pensare con la tua testa e non delegare le scelte ad altri. Abbastanza amor proprio da pensare che l’unica a cui devi piacere veramente, l’unico giudizio di cui devi preoccuparti è il tuo. Promettimi che avrai il coraggio di restare autonoma, di scegliere e di non farti trascinare nelle scelte di altri.

Promettimi che avrai abbastanza umiltà da pensare che non potrai sempre tenere tutto sotto controllo e scongiurare all’ultimo le conseguenze gravi di un’azione azzardata. L’arroganza, il pensiero di essere invincibile non ti porteranno lontano, ti lasceranno sconfitta. E non sempre c’è una seconda possibilità.

Promettimi che avrai rispetto della vita, della tua e di quella degli altri. È qualcosa da spendere e far fruttare, non da giocarsi ai dadi, per il gusto del pericolo e dell’azzardo.

Promettimi che ti farai aiutare quando avrai bisogno. Non importa se ti farai aiutare da qualcuno che non sarò io, non saranno i tuoi genitori o la tua famiglia: fatti aiutare, perché nessuno si salva da solo.

Promettimelo e io ti prometto che cercherò di non giudicare, di mettermi nei tuoi panni, di osservarti da una certa distanza, di far prevalere l’amore, di accoglierti sempre. Di lasciarti sbagliare.

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l’altra metà della mela

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Oggi festeggio l’inizio del 40esimo anno di un’amicizia che mi accompagnerà per sempre.

I primi 10, sono stati anni di castelli di sabbia, travestimenti di carnevale e giostre, vestiti scambiati e ciucci rotti, minacce di incendi (assolutamente dolosi) e di triangoli delle Bermuda che avrebbero inghiottito una o l’altra.

Gli anni fra i 10 e i 20 sono stati anni di vacanze in Francia e gite in bici, di fidanzati a turno, croissant e diete, cinema e prime uscite da sole (in cui l’una faceva da garanzia per l’altra), di cammino e confidenze.

Quelli fra i 20 e i 30 sono stati anni di contrasti, in cui i cammini sembravano così diversi da non doversi più incontrare. Anni di pazienza e perseveranza di entrambe, ferme ad aspettarci, cercando di spiegare, provando a non giudicare.

Gli ultimi 10 anni sono quelli in cui ci siamo ritrovate con la stessa naturalezza con cui ci incontravamo da bambine. Ci siamo scoperte forti e vicine, adulte insieme. Alleate nell’affrontare la vita che ci presenta il conto. 

Nella buona e nella cattiva sorte, finché morte non ci separi. Non ho un anello con scritto sopra il suo nome e una data che sancisca il momento in cui ci siamo promesse di non lasciarci, ma so che la mia amica è l’altra metà della mela, con la stessa intensità di un marito. Perché come mio marito l’ho scelta, come mio marito vede il bello e il brutto di me, come mio marito lei è sempre lì, nella mia vita.

Buon compleanno amica mia, tu sei il mio regalo.