domani torno a Maillenat 

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Avevo capelli corti, cortissimi, non usavo un reggiseno perché purtroppo non ne avevo ancora bisogno. Avevo una bandiera dell’Italia e salopette colorate. 

Avevo due amiche che erano un po’ tutto il mio mondo, nessun fidanzato o amore lasciato a casa. 

Ancora non sapevo bene chi fossi io, ma se ripenso a come mi sentivo allora, non posso dire che fossi scontenta o fragile. Ero nei miei 15 anni, fatti di passioni e determinazione, di spirito polemico e autoironia. 

Quello che mi ha conquistata, a poco a poco, sono stati i modi concreti e semplici. L’assenza di codici formali da rispettare, la spontaneità con cui ci si relazionava e con cui potevo relazionarmi anche io. Non dovevo essere diversa, erano pronti a conoscermi per cosa ero davvero.

Quello che mi è rimasto nel cuore e nell’anima è la solitudine, il potersi ricavare spazi senza gli altri. Poter pensare, correre, pedalare per strada. Non sono mai stata sola, ma non mi sono mai sentita costretta a stare con gli altri.

Domani torno a Maillenat, dopo 23 anni. Ho i capelli di nuovo corti, a tratti  bianchi. Uso il reggiseno anche se gli anni non mi hanno dotato quanto speravo allora. Non so ancora chi sono, ma non mi sento scontenta o fragile. Sono ancora poco avvezza alle formalità e ho bisogno di solitudine spesso.

Domani torno a Maillenat e mi trema il cuore al pensiero di rifare quella strada, riconoscere il comune e i campi da tennis del paese vicino, azzeccare la strada che si addentra nei campi. 

Domani torno a Maillenat e mi sembra di non essermene mai andata.

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in viaggio verso casa

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Oggi abbiamo attraversato la Francia: siamo entrati in un tunnel in Italia e quando siamo usciti eravamo oltre confine.

Ognuno durante il viaggio ha giocato a “trova le differenze”. Diego ha notato che i segnalatori di direzione in autostrada sono verdi anziché gialli. Lucia si è cimentata in un breve corso di lingua “Tu ci dici una frase mamma e noi proviamo a ripeterla”, l’impegno è stato notevole, i risultati migliorabili. Jacopo ha fatto video al paesaggio che scorre oltre i finestrini e ha fotografato cartelli con scritto “Paris”.

Io ho visto campi arati, trattori che procedono in una nuvola di polvere, balle di fieno  sulle curve morbide delle colline. E mucche, ovunque, bianche, a macchie, marroni, da sole o in gruppo, in piedi o sdraiate all’ombra degli alberi. Ho visto strade senza strisce per terra, arrotolarsi lungo le colline e sparire dietro la curva.

È proprio vero che viaggiare è fare un percorso dentro se stessi: e io sono pronta ad affrontare le curve delle mie esperienze, le salite di ciò che mi manca, la solitudine dei miei ricordi, la pace del ritrovarsi. Sono tornata a casa, Francia, possiamo ricominciare a viaggiare insieme. Fuori e dentro.